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La passione per la bicicletta nasce più di cinquant'anni fa, quando i due fratelli Germano e Giuseppe Barale incominciaro-no a correre |
in bicicletta proprio durante il perio-do più epico del nostro ciclismo |
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IL TELAIO |
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Le bici da corsa adottano fin dal finire del XIX secolo il cosiddetto telaio a diamante, formato da otto tubi che disegnano due triangoli adiacenti. Il design del telaio non ha subito grosse modifiche fino agli anni '80: si sono sempre utilizzate tubazioni in acciaio di diametro pressoché standardizzato. Piccole variazioni si sono avute nella geometria del telaio stesso (passo diminuito nel corso dei decenni) e in alcune piccole variazioni di costruzione (occhielli passacavi saldati, sostegno saldato per i manettini, sostegno saldato per il deragliatore ecc.).
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Dall'inizio degli anni '80 sono iniziate delle sperimentazioni sul diametro dei tubi che formano il triangolo principale del telaio, grazie allo sviluppo della tecnologia delle lavorazioni meccaniche e all'uso sempre più frequenti di altri materiali oltre all'acciaio (anche se telai in alluminio erano già presenti, come prodotti di nicchia, dal decennio precedente). |
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Negli anni '90 questa caratteristica si è sviluppata con un'ampia diffusione dei telai in alluminio, caratterizzati da un'ampia possibilità di forme e sezioni delle tubazioni unitamente ad una maggiore leggerezza del telaio stesso. Dopo il 2000 ha conosciuto una grossa diffusione come materiale per costruzione dei telai anche la fibra di carbonio, caratterizzata da una grande leggerezza (i telai più leggere arrivano sotto il chilogrammo), dalla possibilità di ottenere comunque telai rigidi e confortevoli. |
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Con le forme e i materiali dei tubi si sono cambiati anche i forcellini di innesto della ruota posteriore, che non hanno più una lunghezza di pochi centimetri, ma salgono per pochi millimetri in verticale, in maniera da innestare rapidamente e senza possibilità di errore la ruota, così da agevole il cambio ruota fatto in tutta velocità durante le competizioni. |
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